MasterMind da Natale all’Epifania

Befana babbonatale

Babbo Natale ha portato neve copiosa in Piemonte e in Emilia Romagna, in particolare a Prato Nevoso e sul Cimone. Parlano di un metro in Paese, come solo gli anziani del “villaggio” ricordano. Altrove poco o niente.
Verrebbe da dire che i MasterMind affilano le lamine pronti a catapultarsi nei vari tracciati per completare gli allenamenti in vista dell’apertura di stagione, o, a seconda dei casi, per il prosieguo di stagione. Verrebbe, da dire, condizionale d’obbligo, perché con tanta neve nuova c’è poco da affilare per chi va nelle stazioni fortunate, mentre per chi va nelle stazioni più sfigate “nichts zu verfolgen”. 
Che fanno i MasterMind?
Si puntino i riflettori sui due squadroni di punta, 18 e CZERO6. Sono quelli che nelle ultime stagioni hanno duellato per accaparrarsi la Coppa Italia a squadre, con prevalenza, per numero di vittorie, del primo, che può contare, oltre che su una storica tradizione, anche su diramazioni in tutto il Nord, su una solida rappresentanza nella Capitale e propaggine perfino a Napoli.

S.c. 18, sede nel Comitato Veneto, Club House, agognata e irripetibile in quello che fu l’indimenticabile “Malga Lareto”.  Capitan Clemente ha messo alla frusta i suoi fidati Fedon, i quali hanno stilato un programma degno di un orario ferroviario, un quadro sinottico, corredato da località, orari, specialità, gruppi di appartenenze. Ce ne è per tutti i gusti e per tutti i livelli, da chi vuole approcciare, definito gruppo out sider e, passando per i pre agonisti, appare la colonna dei racers più consumati. Tra questi, distinzione tra chi si dedica solo al GS e chi fa tutte le specialità nello stesso giorno, zompando da un teatro di allenamento all’altro, da una vestizione all’altra, da un paio di aste all’altra, come se stesse nel posto deputato alla scelta del materiale.

Con la forza soprattutto nel numero, ma anche in diverse punte di tutto rispetto, lo S.C. CZERO6, grazie ad una organizzazione di stampo teutonico, si è imposto come l’approdo dei racers più agguerriti del centro-sud, bisognevoli di un’assistenza di alta gamma. La compagine diretta RAGAP (Roberto, Gianni, Angelo, Antonio,Paolo) non prevede allenamenti di squadra natalizi. Ciascuno come meglio crede per il periodo vacanziero, anche i Caraibi. Si potrebbe sospettare che abbiano mollato, niente affatto, visto che Sesto in Pusteria, per ben due periodi pre natalizi ha ospitato due nutritissime rappresentanze (24+15) della formazione capitolina, estese, bontà di di RAGAP, a qualche esterno, proveniente dal Meridione d’Italia, leggasi Cippa e M. Ferraro. 
Da Sesto il gruppone sarebbe dovuto trasferirsi al Tonale per partecipare alle gare ivi in programma, ma il rigore delle norme di sicurezza in vigore ha imposto lo stop.

Del S.A.I., plurivincitore del trofeo Italo Kuhne/ MasterMind a squadre, ma ormai ombra di quello che fu lo sci club dei Seniores per antonomasia, perché oggi giorno proiettato quasi del tutto sui giovanissimi, non si hanno notizie di allenamenti collegiali. Gianfredo, che sta a Cortina, avrà probabilmente l’invito ad unirsi ai diciottini. Ì Grande Giacomelli se ne stanno a Roccaraso nel Master Matteo 2026, stessa scelta la fa Lucio, che miracolosamente il giorno 24/12 si è svegliato senza dolori alla schiena, devoto si recherà alla Portella a ringraziare Celestino V.

Lo storico S.C. Napoli, che fu vincitore della prima edizione dell’allora Trofeo Marco Potena a squadre, fa melina, alla richiesta di notizie, Roberta, Capa indiscussa, ha risposto con gli auguri di Natale, mentre la linea diretta con Massimo Ferraro ha consentito di appurare che, oltre alla due giorni con i CZERO6, conclusasi con un fastidiosissimo infortunio al trapezio sinistro, il porta colori del Napoli, aveva in precedenza fatto solo una precedente due giorni in Senales.

Lo S.C. Frontignano ha come unico Master Carlo Conti, il quale, gestendosi da solo, si rivolge al Kastlunger, il cui solo cognome incuteva riverente rispetto perfino ad un indomito Carlo Bianchini da Ovindoli. 

Lo Sci club Senigallia, che ha Geli come punta di diamante, dall’anno scorso si è piuttosto distaccato dai circuiti nostrani, e quindi nulla se ne sa.

Lo sci club Posillipo, stanco di rosicare per trovarsi ai gradini bassi del podio del Trofeo a squadre, ha fatto campagna acquisti, per spodestare dalla vetta il CZER6. 

Andrea BALLABIO è uscito dal S.A.I. Napoli e si è unito ai posillipini. Purtroppo il colpaccio non è andato completamente a buon fine, perché ad Andrea non si sono uniti anche il fratello  Marco ed il nipote Aldo si’ da replicare a Napoli un quasi invincibile Wunderteam, vincoli di affettuosa appartenenza allo 0,40 di Marco e Aldo, hanno dato lo stop al progetto. Il Wunderteam i BALLABIO lo hanno invece messo al servizio della Van Deer, che calzeranno fratelli e nipote. Marco e Aldo li calzano già da due anni, Andrea, invece, da questa prossima stagione, perché non può lasciare al fratello il presunto vantaggio di calzare sci più performanti. 

ISKI 360, guidato da Aldo Amodio, ha preferito un’uscita pre natalizia nella deliziosa Chiesa di Val Malenco, patria di quel Cesare Lenatti, plurivincitore di Coppa Italia e mai preso nella dovuta considerazione dai vertici federali. 

Rino Barbato, allontanatosi un momentino dai teatri di gare per approdare ai set teatrali, è fermamente intenzionato a proiettare alla grande il suo OE’C. Il seguente virgolettato la dice tutta “La novità del ns sci club sta nell inizio di una nuova avventura. Abbiamo ingaggiato l’ allenatrice Rossella Zappalà che guiderà per la prima volta per il Ns sci club il gruppo Race. Saranno in partenza 15 ragazzi sperando che possa crescere. Siamo stati a Marilleva portando alto il nome del gruppo e dello sci club.”

Dulcis in fundo Il Vesuvio. Il club del Presidentissimo Stefano Romano mi ricorda un noto concessionario Fiat di Napoli, il quale, in una drammatica assemblea in cui si dibattevano le difficoltà, a rischio estinzione, dei concessionari d’auto mono marca, irruppe sul palco, proferendo l’irreplicabile sua soluzione al problema: ”e a me che me ne fott, io teng o pesce”. Alludeva non al mestiere di gigolo’ per necessità, ma alla sua flotta di pescherecci oceanici, con cui aveva lucrosamente diversificato le sue attività. Del pari, lo  S.C. Vesuvio che se ne  fott, tant ten a D’Antonio!

Auguri a tutti per un gran finale d’anno e per un 2026 all’insegna dell’imperdibile sci alpino.