QUATERNA SULLA RUOTA DI ROCCARASO-CAMPO FELICE

tombola per sito

12 febbraio si è chiusa la quaterna di giganti di Coppa Italia valevoli anche per il circuito MasterMind 2017; ieri, con il super G, non valevole per il circuito MM, calava definitivamente il sipario sulla tre giorni abruzzese di C.I., frutto candito del coordinamento MasterMind-Aliski per il lancio, ai massimi livelli, dell'attività Master nel Centro-Sud. Due eventi, uno a Roccaraso, l'altro a Campo Felice per quattro giganti (più SG), risultati decisamente di buon livello per piste, tracciati, puntualità, competenze delle giurie e quant'altro, in estrema sintesi: niente da eccepire; degni di nota anche i supporti pappatori offerti dagli organizzatori sia di Roccaraso che di Campo Felice.

GRAZIE PROWOLF!!!

Gatti delel nevi
Pro Wolf è il vincitore vero delle gare di apertura del Circuito MasterMind 2017. La gara vera, per chi non l'avesse capito, ieri, era fare le gare. Dopo l'annullamento del 7 gennaio e il mancato recupero del 15 gennaio, a causa delle tempeste di vento e di neve, che si sono abbattute, a ritmo serrato, sul centro-sud, la gara vera era quella contro il tempo, atmosferico, naturalmente. Non c'è alcun dubbio che Pro Wolf l'abbia spuntata. Il consistente manto nevoso depositatosi - un metro e passa e quanto non si sa nelle zone di accumulo per vento - avrebbe dissuaso chiunque, ma non il taciturno Ciro Sertorelli; l'uomo del fare per antonomasia, non si è dato per vinto e, come una macina inesorabile, ha continuato, giorno dopo giorno, con lo staff di esperti gattisti di cui dispone, a battere , comprimere, compattare la soffice manna celeste, che, per la verità, nell'alto Abruzzo ha assunto la fisionomia di flagello catastrofico, purtroppo.

QUELLI CHE A CACCIA DI GARE

Cacciatore5
Il troppo storpia, recita un noto adagio di saggezza popolare. Niente neve-troppa neve, la contemporaneità di MasterMind sembra reggersi su questo secco bicorno da dilemma shakespeariano, che non lascia spazio a realtà intermedie. La beffarda, quanto rancorosa Befana ci aveva già interdetto, il 7 gennaio, l'apertura di stagione; quindi, a chiudere ogni diatriba interna per 15 gennaio si, 15 gennaio no, ci ha vomitato addosso, tra il 12 e il 13 u.s. , un'altra valangata di neve vorticata da aliti di gelido vento siberiano, di quello che nel marzo del 1550 (o giù di lì) seppellì sotto metri di neve, sull'altopiano delle Cinque miglia, il vanto dell'imperatore asburgico, i trenta cavalieri, che, con baldanzosa alterigia e numerosi lanzichenecchi al seguito, discendevano l'Italia lungo la via degli Abruzzi.