7 FEBBRAIO 2015 ATTO TERZO SE SI FOSSE RAPPRESENTATO IL SECONDO

Tetto pratello bis

Quello che sembrava l'inverno più avaro di neve degli ultimi tempi, si sta rivelando dispensatore di nevicate a getto continuo. Lo spessore del manto nevoso, in certi punti, senza alcuna esagerazione, ha raggiunto il tetto delle costruzioni, vedasi foto. Gli estremi si toccano: niente neve, niente gare; troppa neve, niente gare; come è già successo il 24 gennaio scorso, come è successo a Campo Felice domenica scorsa, ma come assolutamente NON succederà il 7 febbraio p.v..

L'accopiata S.C. Caffè Ajello e S.C. Vesuvio, binomio organizzatore della prossima coppia di gare, prevista appunto sabato prossimo, è impegnata ai massimi, per garantire la regolare agibilità della pista di gare a dispetto delle continue conferme di quanto i più accreditati siti metereologici annunziano: heavy snow; snow showers, e, quando va bene, light snow, ci manca solo snow bomb per far rintanare anche i più ostinati ottimisti nei rifugi che tuttora abbondano lungo i resti di quella che fu la linea Gustav, passante appunto attraverso l'Appennino lazio-abruzzese, a taglio su Cassino, il monte Cairo, la Meta, e, più ad est, attraverso l'appennino abruzzese/molisano, fino all'Adriatico.Si spera che la competenza e la professionalità, ormai proverbiale, della Pro wolf abbiano ragione delle bizzarie dell'atmosfera.

Attesissimi all' appuntamento, in mancanza questa volta dei competitori tosco-sudtirolesi, si annoverano, tra i B, il solito Andrea Ballabio, seppur afflitto da persistente mal di schiena dovuto ai suoi eccessi da miglior Puca. A questo proposito, non si può fare a meno di ricordare che una volta Purple Bum, nella propria scheda tecnica redatta da un grande allenatore, quale Cesare Lenatti, riportò questo giudizio dai tristi presagi: "buona attitudine alla velocità, insufficiente angolazione, postura poco aerodinamica, impegno: ECCESSIVO." Prima che Puca calcasse le scene del circo bianco, non si era mai sentito un allenatore dare dell'ECCESSIVO all' impegno di un propio allenato, ma tant'è c'è sempre una prima volta.

Inutilmente atteso, purtroppo per infortunio, Cesare Veneziani. Non si ha idea di quante vittime sta mietendo la pandemia di puchite! L'ottimo Cesare, essendo in odore di annullamento, per bufera, le gare di Campo Felice, domenica scorsa, ebbe l'infelice intuizione di migrare nella vicina Ovindoli: l’ottimo Daniele Di Santo, allenatore prestato e apprezzato anche dai più feroci avversari di Cesare, gli aveva allestito un tracciato, dove dare sfogo al suo irrefrenabile bisogno di pali. "Quinta prova ok, mò mi faccio la sesta e la settima, memorizzo e me ne vado". Invece, esterno nella neve riportata, tentativo fallito di riportarselo sotto e BUM volo in avanti, caduta parata a braccia in avanti, spalla massacrata, ginocchio compromesso. Cesare ci dispiace tanto, ma quoque tu, non ci voleva proprio. Per fortuna il bollettino medico finisce qui, i B superstiti, sportivamente, non gioiscono, anzi si dolgono, anche perché inevitabilmente qualunque risulato, con Ballabio piegato in due e Veneziani spiaggiato dopo il suo tuffo carpiato, avrà comunque un sapore diverso.  Altro Big, anzi il Big dei Big B, la cui presenza non è data per certa, è Clemente Reale, il quale, dalla lontana Cortina, appresa la vittoria di Geli in gara 1 a Campo Felice irride provocatoriamente tutto il lotto dei B nostrani, fatto salvo il Veneziani per la sua pronta vendetta in gara 2 che lo vedeva vincente. Non gliene vogliano i B, si sa che lo sfottò è più dolce della vittoria stessa, che vittoria senza sfottò è come scopata non raccontata: vale sega!

Fra i Master A, si attende l'arrivo dell'altro rappresentante della Royal family, Emanuele, che dovrà vedersela, in primis, con l' altro Emanuele, il Cancellieri del Kaiser, in splendida forma, e, a seguire, con l'ancora sbilenco Aquilotto (per postumi agghiacciante volo notturno sugli sci) e con il Corvatta (quest'ultimo autentico patronimico e non già nick name di maniera).

Fra le C, oltre all'ammazza classifiche del Caffé Ajello, Serafina B, che si spera trovi una Giorgia Della Morte con cui vedersela, spicca l' annunciato rientro della Cascetta, che molti attendono per offrirsi quali boots man al suo servizio. Intanto Paola Capuano, più cazzuta che mai, fa esercizi respiratori per contenere le sue pulsioni agogonistiche.

Arrivederci, dunque, a Roccaraso, con un invito speciale per tutti i MasterMind: in relax, domenica, dopo gli eccessi delle gare del sabato, sulla direttissima del Pratello, il santuario dello sci al Sud, dove non si può mancare, dove almeno una volta all'anno bisogna assolutamente calarsi giù a palla, perché, credetemi, e non per campanilismo, di piste così ce ne sono poche. Ho avuto una visione, due gare di Coppa Italia, inserite nel MasterMind contest, con partenza dall'attacco al bosco e arrivo alla confluenza con l'Azzurra, roba da lasciare tutti a bocca aperta.