MEMORIAL ALDO BALLABIO GRAN FINALE

Il primo “Memorial ALDO BALLABIO” si è rivelato senz’altro all’altezza delle aspettative, una festa gioiosa, baciata da un sole senza ombra di nuvole, così come gli animi erano in composta allegria, senza ombra di tristezza.
L’attesa per la redazione delle gloriose o spietate classifiche, a seconda dei punti di vista, si è tramutata, grazie ad Andrea, Marco, plus mogli e figli rispettivi, in un banchetto all’aria aperta. Gli atleti, sotto un accecante sole tardo invernale, i cui radiosi fendenti venivano per fortuna schermati dall’elegante tenso struttura personalizzata dal club organizzatore, lo 0,40, si sono avventati, con apprezzabile stile, su un ricco buffet. Oltre a placare i morsi della fame, le delizie hanno pure messo il turbo alla voglia di stringersi in festosa armonia di affetti intorno alla famiglia Ballabio. Particolarmente distintosi nella fase della consegna dei premi, per l’ammuina orchestrata, lo squadrone dello S.C. Posillipo, secondo in classifica generale, ma aspirante-rosicante a buttare giù dalla vetta del podio lo S.C. CZERO6. Per smorzare le tensioni nell’attesa dei risultati, è partita una simpatica lotteria con abbinamento dei numeri estratti ai numeri dei pettorali, i premi, ovviamente sono stati di natura sportivo-sciistica, gentilmente offerti della DADASPORT ONLY SKI. Fra i premi spiccavano le ambitissime felpe targate Van Deer.
L’attesa per la redazione delle gloriose o spietate classifiche, a seconda dei punti di vista, si è tramutata, grazie ad Andrea, Marco, plus mogli e figli rispettivi, in un banchetto all’aria aperta. Gli atleti, sotto un accecante sole tardo invernale, i cui radiosi fendenti venivano per fortuna schermati dall’elegante tenso struttura personalizzata dal club organizzatore, lo 0,40, si sono avventati, con apprezzabile stile, su un ricco buffet. Oltre a placare i morsi della fame, le delizie hanno pure messo il turbo alla voglia di stringersi in festosa armonia di affetti intorno alla famiglia Ballabio. Particolarmente distintosi nella fase della consegna dei premi, per l’ammuina orchestrata, lo squadrone dello S.C. Posillipo, secondo in classifica generale, ma aspirante-rosicante a buttare giù dalla vetta del podio lo S.C. CZERO6. Per smorzare le tensioni nell’attesa dei risultati, è partita una simpatica lotteria con abbinamento dei numeri estratti ai numeri dei pettorali, i premi, ovviamente sono stati di natura sportivo-sciistica, gentilmente offerti della DADASPORT ONLY SKI. Fra i premi spiccavano le ambitissime felpe targate Van Deer.

A conferma del corale entusiasmo, la chat MasterMind è stata presa d’assalto da una valanga di messaggi entusiastici per l’atmosfera festosa, quasi irripetibile, in sintonia con le aspettative generali.
Lo stesso sole, che ha inondato la festa per la premiazione, ha dispensato i suoi raggi benefici sulla coppia di gare in programma.
Lo stesso sole, che ha inondato la festa per la premiazione, ha dispensato i suoi raggi benefici sulla coppia di gare in programma.
GARA 11 E GARA 12
Gara 12 con raddoppio dei punti e doppia valenza, per il Trofeo Aldo Ballabio e per il Circuito Appennino. Nonostante il sole pieno, la neve ha tenuto alla grande, grazie al sereno e al sotto zero notturno. Pista Pallottieri “dall’alto”, che è tutt’altra cosa rispetto alla stessa dal basso, ma purtroppo non sempre agibile, causa l’infelice esposizione del primo schuss e l’assenza di neve programmata. Per la tracciatura si è prestato, nel vero senso del verbo riflessivo, l’ottimo Matteo Bellante, il quale si è autoprestato dal suo gruppo MasterMatteo, per officiare il sacro rito delle tracciature. Finalmente due, una per ciascuna gara, come si comviene, soprattutto ad un memorial, per giunta intitolato Ballabio.
Tracciati armonici, ritmici, senza inutili trabocchetti, graditi a tutti. Ad imboccatura piano, una lunga per ciascuna gara, in gara 11, da destra verso sinistra, con il primo palo da non stringere troppo, per poi stringere tutto sul secondo palo; in gara 12, da sinistra verso destra e da interpretare “palo-palo”.
CLASSIFICHE E COMMENTI PODI
GARA 11
CATEGORIA A
Aldo Ballabio dello 0,40 spariglia con il tempone di 55.51, inavvicinabile, tanto per ricordare a tutti che nel recente passato si è distinto quale napoletano che ha raggiunto il punteggio F.I.S. mai raggiunto da altri napoletani e tuttora insuperato. Davide Marinelli dell’ ISKI, che nelle ultime gare, in assenza di Aldo, era sembrato un alieno, deve pagare un dazio Trumpiano di un secondo e 91/100. E venendo agli umani, Francesco Dimitri (CZERO6), cavallo pazzo, si deve stare, andando a sbattere contro il muro del minuto, tempo 1.00.14.
CATEGORIA B
Marco Ballabio (0,40) riafferma la sua legge, unico B ad infrangere la barriera del minuto, con uno splendido 58.91. Il fratello Andrea, pur appagato del proprio garone, per 13/100 non riesce a sforare il muro del minuto; insegue, a rispettosa distanza, ma ormai titolato per i podi, Alessandro Longobardi del CZERO6, che stampa 1.02.60.
CATEGORIA C
Simona Sorvillo, degna moglie di Aldo Ballabio e di pari appartenenza allo 0,40, ferma i cronometri su un eccellente 1.03.36, di ben 3 secondi e 12/100 più basso del 1.06.48 fatto registrare da Elena Matronola (CZERO6), neo maestra di sci e forse per questo un po’ rallentata dalla ricerca del perfezionismo tecnico a scapito dell velocità. Chi preferisce là velocità al perfezionismo tecnico, invece, è Francesca Vannucci che arriva terza con 1.08.07.
GARA 12
CATEGORIA A
Quando la gatta manca, i topi ballano, Aldo Ballabio deve abbandonare per raggiungere a valle la moglie Simona infortunatasi, ed ecco che Davide Marinelli si riappropria del ruolo di mattatore, essendo l’unico ad abbattere il muro del minuto, con l’ottimo 58.21. Alle sue spalle compare il neo maestro di sci Jan Luc Di Cicco (CZERO6), il quale per 37/100 deve restare al di qua del muro del minuto ed è inseguito da Cristiano Romoli dello S.C. Ascoli (tempo 1.00.77), raro rappresentante della sempre benvenuta pattuglia ascolana.
CATEGORIA B
Tracciati armonici, ritmici, senza inutili trabocchetti, graditi a tutti. Ad imboccatura piano, una lunga per ciascuna gara, in gara 11, da destra verso sinistra, con il primo palo da non stringere troppo, per poi stringere tutto sul secondo palo; in gara 12, da sinistra verso destra e da interpretare “palo-palo”.
CLASSIFICHE E COMMENTI PODI
GARA 11
CATEGORIA A
Aldo Ballabio dello 0,40 spariglia con il tempone di 55.51, inavvicinabile, tanto per ricordare a tutti che nel recente passato si è distinto quale napoletano che ha raggiunto il punteggio F.I.S. mai raggiunto da altri napoletani e tuttora insuperato. Davide Marinelli dell’ ISKI, che nelle ultime gare, in assenza di Aldo, era sembrato un alieno, deve pagare un dazio Trumpiano di un secondo e 91/100. E venendo agli umani, Francesco Dimitri (CZERO6), cavallo pazzo, si deve stare, andando a sbattere contro il muro del minuto, tempo 1.00.14.
CATEGORIA B
Marco Ballabio (0,40) riafferma la sua legge, unico B ad infrangere la barriera del minuto, con uno splendido 58.91. Il fratello Andrea, pur appagato del proprio garone, per 13/100 non riesce a sforare il muro del minuto; insegue, a rispettosa distanza, ma ormai titolato per i podi, Alessandro Longobardi del CZERO6, che stampa 1.02.60.
CATEGORIA C
Simona Sorvillo, degna moglie di Aldo Ballabio e di pari appartenenza allo 0,40, ferma i cronometri su un eccellente 1.03.36, di ben 3 secondi e 12/100 più basso del 1.06.48 fatto registrare da Elena Matronola (CZERO6), neo maestra di sci e forse per questo un po’ rallentata dalla ricerca del perfezionismo tecnico a scapito dell velocità. Chi preferisce là velocità al perfezionismo tecnico, invece, è Francesca Vannucci che arriva terza con 1.08.07.
GARA 12
CATEGORIA A
Quando la gatta manca, i topi ballano, Aldo Ballabio deve abbandonare per raggiungere a valle la moglie Simona infortunatasi, ed ecco che Davide Marinelli si riappropria del ruolo di mattatore, essendo l’unico ad abbattere il muro del minuto, con l’ottimo 58.21. Alle sue spalle compare il neo maestro di sci Jan Luc Di Cicco (CZERO6), il quale per 37/100 deve restare al di qua del muro del minuto ed è inseguito da Cristiano Romoli dello S.C. Ascoli (tempo 1.00.77), raro rappresentante della sempre benvenuta pattuglia ascolana.
CATEGORIA B
Questa volta Marco ci va proprio a sbattere contro il muro del minuto, infatti ferma i cronometri su un fatidico 1.00.00; dietro di lui il fratello Andrea, per 51/100, evita lo smacco del secondo chiatto chiatto di distacco. Questa volta a Massimo Ferraro dello S.C. Napoli riesce, ai danni di Alessandro Longobardi, di riappropriarsi del terzo scranno del podio, ferma i cronometri su 1.04.34.
CATEGORIA C
CATEGORIA C
Purtroppo Simona Sorvillo, causa una rovinosa caduta, lascia spazio per la vittoria a Paoletta Capuano, ISKI, che con 1.08.17 prevale per 12/100 sulla sua storica rivale, ma compagna di palestra, Francesca Vannucci. Alle loro spalle, a gradita sorpresa, e per la gioia del suo coach Stefano Berruti, si affaccia M.G. Villari autrice di un incoraggiante e niente male 1.08.52.
CLASSIFICHE GENERALI CIRCUITO 2025
INDIVIDUALI DI PRIMA FASCIA
INDIVIDUALI DI PRIMA FASCIA
C11 A Mika Falco riesce il colpaccio di vincere col pieno dei 900 punti ideali.
C8 A Paoletta Capuano, che vince, non tocca la soddisfazione di fare “Ganz”, si ferma a 20 punti sotto la meta.
C7 Nessuna ha raggiunto il quorum.
C6 Anche a Livia Clementi sfugge la soddisfazione di fare il pieno, fermandosi a 60 punti dal tetto del punteggio massimo.
C5 in questa categoria tocca alla Francesca Vannucci mancare il punteggio massimo, vince ma si ferma a quota 820.
B11 Il tetto massimo dei punti non sfugge a Gianfri Puca, che si mette alle sue spalle, con 780 punti, Vito Pacucci e Sergio Pizzi che di punti ne assomma 570.
B10 Vince, secondo pronostico, Antonio Coccia con 770 punti; dietro di lui, staccato di 30 punti, resta Giuseppe Fiordiliso che in gare 11 e 12 vince, ma ad Antonio riesce quanto gli bastava per restare in testa e cioè stargli subito dietro.
B9 Anche a Lucio Lamberti non riesce il sorpasso ai danni di Valerio Romano, il quale non solo resta intesta e va a quota 860, ma vince pure gare 11 e 12 e così Lucio resta distanziato di 200 punti.
B8 Marco Ballabio può riaffermare che in famiglia lo sci è roba sua, fa quasi il pieno di punti, 880 per la precisione, si lascia alle spalle il fratello Andrea a quota 740, che sportivamente, sul podio, si carica Marco sulle spalle per una immortalante foto ricordo. Alle spalle dei due Ballabio, con 501 punti, si conferma buon terzo Massimo Ferraro.
B7 Alessandro Longobardi non si lascia sfuggire ne’ il primato, ne’ lo sfizio di fare il pieno dei 900 punti; Pierpaolo Sigismondi si deve arrendere perché di punti ne colleziona 670, quanto basta a tenersi dietro e ben distante, a 510 punti, Umberto Massimo Macchi.
A6 Giorgione Ferri, nell’anno del ritorno alle gare dopo un tragico investimento -non finanziario- fa saltare il banco, colleziona 605 punti, 200 dei quali con due centri, vince, lasciandosi alle spalle un regolarissimo Gabriele Imparato, capace di un centro, che non gli basta a stare davanti, per 36 punti mancanti al suo bottino. Gianni Cerasa, sempre in grande crescita, si è stato, non ha ceduto alla voglia di strafare, rimane terzo con 402 punti in quella che risulta essere la categoria più affollata.
A5 Giovanni Pediconi nelle ultime due gare amministra, non fa il pieno, ma si porta a casa ben 240 punti che lo proiettano a quota 650, di ben 145 punti superiore alla quota raggiunta da Alessandro Russo, regolare nell’arco di tutta la stagione, ma a cui sono mancati gli acuti. Adolfo Aloschi evita di farsi risucchiare da Pier Francesco Papi, suo personale inseguitore e resiste al terzo posto con 470 punti.
A4 Francesco Dimitri, smentendo se stesso, trova nel finale di stagione costanza di rendimento, fa sei centri, si porta a quota 860 e vince davanti all’autore del best up grade, il motivatissimo Sergio Mazza (punti 760), capace di fare qualche volta centro, ma mediamente non ancora maturo per battere Francesco Dimitri. Terzo, regolarissimo, sempre a punti, ma non ancora in grado di mettersi tutti dietro, è Riccardo Sanges con 530 punti.
A3 Carlo Langella, assolutamente in grado di contendere a Dimitri il nickname di cavallo pazzo, si infortuna in allenamento a pochi giorni dalle ultime due gare, ma resta primo a quota 760. A Matteo Menduni, nonostante i due centri finali, non poteva riuscire il sorpasso perché partito troppo da lontano nello sprint finale, Matteo fa in totale 680 punti e si lascia dietro Giacomo Martinelli, il cui bottino di 590 punti è consistente, ma non abbastanza per scalare la classifica.
A2 Marco Picaro ha vita facile, è isolato, perché ai suoi contendenti manca il quorum per contendergli il primato, tuttavia Marco è capace di portarsi in dote 680 rispettabilissimi punti.
A1 Desert storm. Categoria affollata, ma nessuno aggancia il quorum.
INDIVIDUALI SECONDA FASCIA
A OVER 150 PUNTI F.I.S.I.
Matteo Bruni, con 101 punti, si aggiudica il primato, lasciandosi alle spalle, con uno scarto di 28 punti il rivale Pierfrancesco Paci, il quale, a sua volta, con 15 punti di scarto, si lascia alle spalle Fabrizio Lungarini.
B OVER 125 PUNTI F.I.S.I.
La spunta Romolo Parenti con 222 punti davanti a GAETANO Ferraro, che di punti ne assomma 145, e a Carlo Nepi che chiude a quota 118
C8 A Paoletta Capuano, che vince, non tocca la soddisfazione di fare “Ganz”, si ferma a 20 punti sotto la meta.
C7 Nessuna ha raggiunto il quorum.
C6 Anche a Livia Clementi sfugge la soddisfazione di fare il pieno, fermandosi a 60 punti dal tetto del punteggio massimo.
C5 in questa categoria tocca alla Francesca Vannucci mancare il punteggio massimo, vince ma si ferma a quota 820.
B11 Il tetto massimo dei punti non sfugge a Gianfri Puca, che si mette alle sue spalle, con 780 punti, Vito Pacucci e Sergio Pizzi che di punti ne assomma 570.
B10 Vince, secondo pronostico, Antonio Coccia con 770 punti; dietro di lui, staccato di 30 punti, resta Giuseppe Fiordiliso che in gare 11 e 12 vince, ma ad Antonio riesce quanto gli bastava per restare in testa e cioè stargli subito dietro.
B9 Anche a Lucio Lamberti non riesce il sorpasso ai danni di Valerio Romano, il quale non solo resta intesta e va a quota 860, ma vince pure gare 11 e 12 e così Lucio resta distanziato di 200 punti.
B8 Marco Ballabio può riaffermare che in famiglia lo sci è roba sua, fa quasi il pieno di punti, 880 per la precisione, si lascia alle spalle il fratello Andrea a quota 740, che sportivamente, sul podio, si carica Marco sulle spalle per una immortalante foto ricordo. Alle spalle dei due Ballabio, con 501 punti, si conferma buon terzo Massimo Ferraro.
B7 Alessandro Longobardi non si lascia sfuggire ne’ il primato, ne’ lo sfizio di fare il pieno dei 900 punti; Pierpaolo Sigismondi si deve arrendere perché di punti ne colleziona 670, quanto basta a tenersi dietro e ben distante, a 510 punti, Umberto Massimo Macchi.
A6 Giorgione Ferri, nell’anno del ritorno alle gare dopo un tragico investimento -non finanziario- fa saltare il banco, colleziona 605 punti, 200 dei quali con due centri, vince, lasciandosi alle spalle un regolarissimo Gabriele Imparato, capace di un centro, che non gli basta a stare davanti, per 36 punti mancanti al suo bottino. Gianni Cerasa, sempre in grande crescita, si è stato, non ha ceduto alla voglia di strafare, rimane terzo con 402 punti in quella che risulta essere la categoria più affollata.
A5 Giovanni Pediconi nelle ultime due gare amministra, non fa il pieno, ma si porta a casa ben 240 punti che lo proiettano a quota 650, di ben 145 punti superiore alla quota raggiunta da Alessandro Russo, regolare nell’arco di tutta la stagione, ma a cui sono mancati gli acuti. Adolfo Aloschi evita di farsi risucchiare da Pier Francesco Papi, suo personale inseguitore e resiste al terzo posto con 470 punti.
A4 Francesco Dimitri, smentendo se stesso, trova nel finale di stagione costanza di rendimento, fa sei centri, si porta a quota 860 e vince davanti all’autore del best up grade, il motivatissimo Sergio Mazza (punti 760), capace di fare qualche volta centro, ma mediamente non ancora maturo per battere Francesco Dimitri. Terzo, regolarissimo, sempre a punti, ma non ancora in grado di mettersi tutti dietro, è Riccardo Sanges con 530 punti.
A3 Carlo Langella, assolutamente in grado di contendere a Dimitri il nickname di cavallo pazzo, si infortuna in allenamento a pochi giorni dalle ultime due gare, ma resta primo a quota 760. A Matteo Menduni, nonostante i due centri finali, non poteva riuscire il sorpasso perché partito troppo da lontano nello sprint finale, Matteo fa in totale 680 punti e si lascia dietro Giacomo Martinelli, il cui bottino di 590 punti è consistente, ma non abbastanza per scalare la classifica.
A2 Marco Picaro ha vita facile, è isolato, perché ai suoi contendenti manca il quorum per contendergli il primato, tuttavia Marco è capace di portarsi in dote 680 rispettabilissimi punti.
A1 Desert storm. Categoria affollata, ma nessuno aggancia il quorum.
INDIVIDUALI SECONDA FASCIA
A OVER 150 PUNTI F.I.S.I.
Matteo Bruni, con 101 punti, si aggiudica il primato, lasciandosi alle spalle, con uno scarto di 28 punti il rivale Pierfrancesco Paci, il quale, a sua volta, con 15 punti di scarto, si lascia alle spalle Fabrizio Lungarini.
B OVER 125 PUNTI F.I.S.I.
La spunta Romolo Parenti con 222 punti davanti a GAETANO Ferraro, che di punti ne assomma 145, e a Carlo Nepi che chiude a quota 118
A SQUADRE




L’imprendibile S.C. CZERO6 vola sulle ali di altri duemila punti circa assommati nelle ultime due gare, punti totali: 8275. Per gli altri tre club inseguitori, si sapeva, era già tutto prescritto, non restava che scannarsi per accaparrarsi il secondo posto. E i pronostici, una volta tanto, risultano azzeccati, risparmiando lo sputtanamento al pronosticante.
La spunta, con 6298 punti lo S.C. Posillipo, davanti allo sci club cittadino decano, lo S.C. Napoli, totalizzatore di 6179 punti e pertanto anch’esso ben oltre il limite dei 6000. Fuori dal podio, sempre in conformità al pronostico, lo S.C. 18, totalizzatore di 5404 punti, per la gioia del rivaleggiante CZERO6. La rivincita tra il club romano e quello cortinese si giocherà nella finale di Coppa Italia a fine marzo a Corno alle Scale, e questa volta il pronostico, pure con clausola “senza tema di smentita”, privilegia il 18.
Si è così archiviato al meglio il circuito MasterMind 2025, ma non è finita, perché il 22 febbraio si è solo conclusa la fase MM, del più articolato trofeo APPENNINO, che prevede ulteriori due tappe, imperdibile la prima delle due, il TROFEO CITTÀ DI ROMA, che se nella vita non lo vinci almeno una volta, non sei nessuno.
Dunque il boccino passa agli amici romani per il “CITTÀ DI ROMA” e agli amici marchigiani per l’appuntamento al gran finale in primavera ( 15 aprile), a Campo Imperatore, ai piedi del Corno Grande, che tutti noi stringiamo virtualmente in pugno come oggetto apotropaico , perché, si sa, il Gran Sasso spesso ama fare brutti scherzi.
La spunta, con 6298 punti lo S.C. Posillipo, davanti allo sci club cittadino decano, lo S.C. Napoli, totalizzatore di 6179 punti e pertanto anch’esso ben oltre il limite dei 6000. Fuori dal podio, sempre in conformità al pronostico, lo S.C. 18, totalizzatore di 5404 punti, per la gioia del rivaleggiante CZERO6. La rivincita tra il club romano e quello cortinese si giocherà nella finale di Coppa Italia a fine marzo a Corno alle Scale, e questa volta il pronostico, pure con clausola “senza tema di smentita”, privilegia il 18.
Si è così archiviato al meglio il circuito MasterMind 2025, ma non è finita, perché il 22 febbraio si è solo conclusa la fase MM, del più articolato trofeo APPENNINO, che prevede ulteriori due tappe, imperdibile la prima delle due, il TROFEO CITTÀ DI ROMA, che se nella vita non lo vinci almeno una volta, non sei nessuno.
Dunque il boccino passa agli amici romani per il “CITTÀ DI ROMA” e agli amici marchigiani per l’appuntamento al gran finale in primavera ( 15 aprile), a Campo Imperatore, ai piedi del Corno Grande, che tutti noi stringiamo virtualmente in pugno come oggetto apotropaico , perché, si sa, il Gran Sasso spesso ama fare brutti scherzi.