CHI LA DURA LA VINCE!
I primi “duri”, che quando il gioco si fa duro, sono i primi a scendere in campo, sono stati i pendolari provenienti da Roccaraso. Sono partiti a notte fonda, perché data la neve cadente, si ipotizzavano
probabili inconvenienti lungo la strada. I “roccolani” si sono tuffati nel buio, cielo completamente scuro, nell’immaginario, perché la realtà era da “nebbia in Val Padana”, dal momento che il cielo non si vedeva. Nevischio pungente sull’alto piano delle Cinque miglia, acqua alle porte di Sulmona, il solo Gianfri, incredibile dictu , desisteva invertendo la rotta. Sbucati dal lungo tunnel fra Cocullo e Pescina, a rinfrancare i caparbi, giganteggiava in lontananza il disco di una luna lucente al centro di un’immensa chiazza di cielo limpido, ancora stellato se la luce della luna no avesse prevalso su quella delle stelle. A Celano si capiva che la luna era solo un’apparizione beffarda, perché guardando in su, i neri nuvoloni lambivano, fino ai bassi fianchi, il gruppo del Magnola. Siamo in ballo e allora balliamo. Ticket per parcheggiare, vestizione rapida e su per la rico, con accesso alla telecabina riservato ai gareggianti, trovata geniale dell’ organizzatore CZERO6. Cambio impianto, su con la seggiovia a servizio della pista di gara, l’Anfiteatro.
Più su saliva più la nebbia si infittiva, per fortuna che la piazzola di partenza stava parecchio più in basso dell’arrivo della seggiovia perché in cima, causa nebbia, sembrava di tuffarsi in uno yogurt lattiginoso.



