MasterMind 2.0 a battesimo!

Addi’ 17 januario 2026, contro ogni jattura suggerita dall’infausta data, MasterMind si è infuturato, come meglio non poteva, in MasterMind 2.0. Come Jacopo ha giustamente osservato, questa è la migliore eredità che MasterMind poteva lasciare, dopo 14 stagioni.
Ora si attende soltanto l’interpretazione autentica degli ultimi due commi dell’art.4 dei REGOLAMENTI.
L’apertura del sipario sulla stagione agonistica 2025-2026 ha messo in scena due gare perfette a dispetto di un inverno avaro di neve, ma ormai si sa che il comprensorio Alto Sangro è all’avanguardia quanto alla neve programmata e quindi si può fare a meno delle precipitazioni naturali.
Alla premiazione entusiasmo alle stelle, musica a palla a trascinare in una danza ritmata da vento e musica sventolanti bandiere dell’organizzatore S.c. Posillipo, per il circuito MM e di BCC Roma per il circuito Appennino. Una bella festa, non c’è che dire, premio meritato per i neo reggitori dello sci Master del CAM-PUG, suggellato dalla partecipazione alle gare di quasi una centuria di atleti del centro-sud, e non solo, vista l’apparizione, a sorpresa, di Claudio Apollonio dello SKI VALTOURNANCHE. Il tutto nonostante l’improvvida concomitanza con la Coppa Italia all’Abetone, per nulla voluta, ma imposta dal rinvio con trasloco da dicembre e dal Tonale. Mal gliene incolse agli incolpevoli amici toscani, perché una centuria di concorrenti partenti sulla Pallottieri, mentre solo una sessantina si davano battaglia sulla Zeno.
Il cerimoniale dell’incoronazione dei migliori, che, quanto agli M, si è ampliata ai primi cinque di categoria, oltre alla dazione di coppe e medaglie prevedeva anche la squisitezza della pasta offerta dalla premiata ditta “La Molisana”.
I Ballabio Marco e Aldo, padre e figlio, se ne sono fatta una provvista per l’inverno, a meno che per l’evento di chiusura stagione non ne vogliano fare dalle mega frittatone da offrire ai partecipanti. Esaurito il cerimoniale premiazione, si dava spazio alle libagioni, scandite da raffiche di botti di tappi di ottimo Astoria, nato nel 1987 dalla passione di una storica famiglia di viticoltori di Valdobbiadene. A questo punto l’atmosfera era quella giusta per far partire l’estrazione a sorte di numerosi premi, l’attesa di tutti era focalizzata sul mega prosciutto con annessa “paleta curada” messo in palio dalla Turon, direttamente dalla Espana.
E qui non c’è stato nulla da fare contro il fattore K(ulo) sfoderato, ma solo metaforicamente, da Francesco Dimitri, che agguantava lo stagionato prosciutto con balzo felino, grazie al suo numero di pettorale, corrispondente a quello estratto digitalmente.
Ma non finiva qua, fra Molisana, prosciutto e Astoria, gli animi, per non dire gli stomaci erano preparati
ad accogliere un apericolazione a base delle immancabili pizzette e piatti caldi serviti da pentoloni fumanti. I più famelici proponevano di affettare anche il prosciuttone conquistato dal Dimitri, ma lo smart Francesco aveva già provveduto ad agguattare l’arto suino nel suo smagliante zaino di improponibile azzurro fluorescente con bianche velature, targato Energiapura e tuttavia bersaglio di disgusto da parte di Jacopo Kock.
Ma le gare? E si’ l’evento sono pur sempre le gare, tutto il resto, è solo contorno.
Ci si attendeva, giusta previsioni atmosferiche rivelatesi fallaci, un sole splendente.
Ore 06,42 temperatura meno due, ancora buio a nord, mentre l’aurora tingeva di pallido rosa l’orizzonte a sud-est. Ottimo auspicio. Arrivo al parcheggio Aremogna alle 06,57, gia’ gremito, per forza, ricognizione ad orario capestro 7,30-8,10, partenza gara1, ore 8,30, peccato che la biglietteria non era aperta per tempo, come si dolevano in tanti. Ma di ciò non si poteva certo censurare lo s.c. Posillipo, organizzatore della coppia di gare inaugurali.
Neve piacevole, ma lenta e destinata a segnarsi con il susseguirsi delle partenze dei concorrenti. Pista Pallottieri per la tracciatura di Simone Troiano, noto ai più, come Cri’Cri’, soprannome ereditato da suo padre. Tracciato gara 1 lineare, volendo essere ipercritici, stonava un accenno di strozzatura la’ dove la pista gira verso sinistra, poi ci stava bene la lunga da destra verso sinistra a poco oltre la metà del cambio di pendenza dopo la svolta della pista verso sinistra. Per gara 2 si ritracciava ed il risultato era un tracciato più armonico, la lunga era da sinistra verso dedtra e la si trovava quasi all’inizio del piano.
Purtroppo un velenoso vento da sud ovest spingeva bassi nuvoloni verso il teatro di gare. I cuori si aprivano alla speranza che le nubi si fermassero, come a volte accade, prima del passo della Portella, per lasciare al sole Pratello e Toppe del tesoro, macché l’avanzata non si arrestava e ne soffrivano gli ultimi concorrenti di gara 1.
Gara 2 tutti nella stessa barca, cielo coperto, ma per fortuna il contrasto non mancava.
La parola ai tempi.
CATEGORIA C
Podi fotocopia, nell’ordine le due posillipine Francesca Vannucci e Paoletta Capuano (quest’ultima ritornata all’ovile posillipino dopo lunga diaspora). Terza Livia Clementi del CZERO6. Cambiavano però le distanze fra Francesca e Paoletta, in gara 1 Francesca faceva un ragguardevole 58.08, rifilando 1”e 47/100 a Paoletta (1.01.05) che soffre maledettamente il piano di raccordo che precede la parte finale della gara. Livia fermava i cronometri su 1.06.68. In gara 2 Paoletta si faceva sotto con il suo 1.03.03, di soli 25/100 più alto dell’1.02.78 fatto registrare da Francesca. Livia, regolare, restava a rispettosa distanza con il suo 1.07.36.
CATEGORIA B
L’atteso noire del duello fratricida Andrea VS Marco è venuto meno, non per pace sportiva fatta, visto che i tre BALLABIO si sono accasati con la stessa Van Deer, ma per l’infortunio che ha dato semaforo rosso ad Andrea, al quale è indirizzato l’unanime augurio di pronta guarigione da parte dei concorrenti.
In gare 1 e 2 ci pensava Giuliano Geli a rinverdire analoga antica rivalità. In gara 1 Marco (S.c.0,40) balzava sul traguardo con un ottimo 52.03, mentre l’alfiere dello S.C. Senigallia fermava i cronometri con uno scarto sul tempo di Marco di 79/100 (52.82). Anche nella prima di quest’anno, Massimo Ferraro dello S.C. Napoli, si appropriava del terzo gradino del podio, stampava infatti il tempo di 56.98.
Musica diversa in gara 2, nel senso che Marco si mettava Giuliano alla distanza di 1”e 42/100 (53.43 a 54.95). Mentre Massimo Ferraro evaporava dalla classifica per un conservativo quanto voluto salto di porta in prossimità dell’arrivo. Al posto di Massimo, saltava sul terzo gradino del podio Claudio Apollonio dello SKI VALTOURNANCHE, autore del tempo di 57.05, quanto bastava per negare il podio con la beffa di un solo centesimo Gianluca Bacheca del Viterbo 97
CATEGORIA A
Un velo di mestizia si prova nell’osservare la classifica di questa categoria, certamente non per il colpo di scena di vedere in alto sugli scudi il terzo membro della famiglia Ballabio, quell’Aldo che tutti ricordano come slalomista di grande talento, autore di performances ad altissimo livello, ma per non vedere in cima a tutti i gradini del podio il grande Emanuele Reale. Un dubbio, forse gli anni cominciano a pesare anche per i campioni autentici come lui?
In entrambe le gare di giornata, primo Aldo Ballabio (S.C.0,40), secondo l’ottimo Matteo Corvatta dello S.C. Senigallia e terzo il diciottino Emanuele Reale.
In gara 1, un Corvatta in palla olimpica, per soli 6/100, doveva arrendersi ad Aldo Ballabio (49.46 per Aldo, 49.52 per Matteo), mentre Emanuele, che non andava sotto un 50.58, all’arrivo affermava di non essere riuscito ad inanellare due curve tirate di seguito.
In gara 2 Aldo respingeva alla distanza di 89/100 l’assalto di Matteo (50.40 a 51.29), mentre Emanuele doveva accontentarsi, per questa volta, di un 52.09, che certamente gli andava abbastanza stretto.
Un’ overture di stagione migliore non era lecito sperare, gare perfette, nessuna critica, nessun reclamo, straripante allegria nel post gara e nelle complesse fasi dell’articolata premiazione, il tutto concluso entro le ore 13 per dar tempo anche chi veniva da lontano di rientrare alla base in tempi ragionevoli. Infine, iniezione di giovinezza grazie al rumoroso e numeroso team dello S.C. Posillipo.
Qualunque parola in più risulterebbe una stucchevole ripetizione degli entusiastici commenti che affollano la chat.
Arrivederci ad Ovindoli!

