DICEMBRE TEMPO DI MIGRARE

Transumanza
 
Dicembre, tempo di migrare; per noi sciatori centro-meridionali, per la verità, in dicembre si procrastina il tempo di migrare, l’eccezione la fa questo 2021 che ci ha graziato con precoci nevicate ed apertura impianti già dal 02/12 a Roccaraso, dove addirittura è già possibile tracciare.

ENERGIAPURA AL SERVIZIO DELLA SICUREZZA

vulcano
 
Ma come si può propinare un assurdo di questo genere? Un ossimoro da paradosso ricardiano, già Ricardo, il noto economista britannico, considerato la figura apicale della scuola economica classica. ENERGIAPURA, evoca lo sprigionarsi incontrollabile delle forze della Natura, eruzioni, movimenti tellurici, tsunami, tempeste tropicali, valanghe, eventi forieri,senza se e senza ma, di distruzioni e, ahinoi di danni da Protezione Civile!
Non è un mistero eleusino che  i nostri sono tempi di paradossi, i grandi della terra hanno avuto bisogno di una svedesina poco più che infante per mettersi intorno a un tavolo e scoprire che il traguardo del surriscaldamente di 1,5 gradi centigradi, posposto in un futuribile domani, è già stato raggiunto dal mar Mediterraneo.

Il riposo dei guerrieri, ci vediamo nel 2022!!!

GuerrieriIL SIPARIO SI ALZA
Si è proprio così, non si tratta dello spaesamento mentale di chi scrive, ma il 27 di febbraio 2021, a chiusura di gara 16, a premiazione finita, a conclusione della innaffiata di spumante per l’agognata vittoria del CZERO6, il sipario non si abbassa; a parte che se non si chiude, ci aspettano, scusate se è poco, i mondiali Master già in svolgimento a Cortina, ospitati dallo s.c.18, leggasi la famiglia Reale e, per i meno ambiziosi, fino a tutto marzo, ci sono gli altopiani delle Rocche e, soprattutto, Campo Imperatore, storico terreno di caccia per l’ultima vittoria, per pareggiare i conti con l’amico-rivale o per rimediare, in zona cesarini, ad un insoddisfacente punteggio. A parte tutto ciò, il sipario si alza già sulla prossima stagione, la decima dell’era MasterMind. Manco il tempo di tirare il fiato, o di compiacersi per l’ondata di entusiastiche testimonianze di incondizionato apprezzamento, abbattutesi sulla chat, già nella mente degli animatori, vanno prendendo corpo le idee per rendere ancora più attraente questo Circuito, che è stato capace di agitare tutte le energie represse dei Master del Centro-Sud, per farle tracimare in mille festose bollicine, grazie anche agli additivi di entusiasmo e attivismo degli amici romani, che, sulla spinta di MM, non solo si sono messi subito in moto, ma hanno, sin dal primo avvio, impresso un vitalistico impulso propulsivo a tutto il movimento.
Una stagione quasi perfetta, baciata dal sole e da neve più che a sufficienza, benvero la sospensione sine die del turismo invernale, legato alla montagna, ha prodotto danni economici la cui portata non ancora è quantificabile e di ciò gli agonisti sinceramente si dolgono, ma al tempo stesso ha fornito a chi gareggia e si allena la più vasta gamma di piste mai vista prima. Il “Macchione”, ad unanimità, ha meritato l’Oscar per varietà, difficoltà appropriata al mondo Master nostrano, tenuta fondo, qualità neve; chissà se l’ottima PRO WOLF, silenziosa ma fattiva regista dei teatri di gare, non riesca a trovare, nel prossimo futuro, proprio  sulla “Rossa-Macchione” la sintesi tra le esigenze turistiche e quelle agonistiche, in una stagione, che tutti ci auguriamo di totale ripresa del turismo legato agli sport invernali.
Una due giorni di gare memorabili, fortunosamente beneficiate da tutti gli ingredienti per renderle insuperabili, come appunto si diceva; gare 13 e 14 per l’ organizzazione dello storico s.c.Napoli, uno dei più antichi affiliati alla F.I.S.I.; gare 15 e 16, ad appannaggio, come tradizione vuole,  dello 0,40, che nel nome ci ricorda lo sbuffante treno a vapore che alle ore 0,40 portava i pionieri dello sci napoletano alla stazione di Rocca de lu Rasine, l’odierna Roccaraso, situata proprio all’apertura dell’ acrogoro che guarda verso Rivisondoli. Per gara 15 e soprattutto per gara 16, la finale con raddoppio, visto il successo della “diretta”, andata “in onda” in via sperimentale nel long weekend, MasterMind decideva di dare il giusto risalto mediatico all’evento conclusivo di stagione, riproponendo, per il gradimento di tutti, la connessione, in tempo reale con il teatro di gare, di parenti, amici e congiunti a vario titolo; la variante di lusso è stato il commento delle immagini di un consumato professionista della caratura di Stefano Buccafusca, il quale, per tutta la durata delle due gare, non si è fermato un momento, con ritmo da mitraglia ad alzo zero ha sparato raffiche di solido contenuto tecnico e storico-biografico sui singoli concorrenti; non se la prenda Cesare Veneziani, che la settimana scorsa fu pure ottimo cronista, nonché multiforme attore con più parti in commedia, ma in questo ultimo caso, come si dice a Napoli, stavamo in mano all’arte.